Aggiornamento n.1

Finalmente ho terminato i ‘prototipi di un assorbente ultra ed un salvaslip in tessuto, riciclabili. Sto testando or ora il salvaslip e…. che dire….. una meraviglia! Non si percepisce, non da fastidio e, soprattutto, non irrita! E, niente…. vi aspetto per il prossimo aggiornamento, più ‘impegnativo’

Ars arrangiandi

Dunque, alla soglia dei 50 anni, è arrivato il mio momento…. sto entrando in menopausa.

Per ogni donna è diverso, con manifestazioni estremamente soggettive, ma che, per alcuni tratti, accomunano talune a talaltre.

Per ora, per mia fortuna, ho avuto solo il manifestarsi di un flusso molto breve ma intensissimo, che mi ha costretto a modificare le mie abitudini intime.

Innanzitutto, non riesco più ad utilizzare il tampone interno (anche se già per altri motivi progettato di passare ad altre soluzioni); e mal tollero l’assorbente esterno, che mi irrita la pelle e induce reazioni allergiche.

Quindi ho optato per realizzare da me un assorbente in tessuto naturale, con flanella a contatto con la pelle.E proverò anche a farmi dei salvaslip , che, a causa della già detta allergia, non ho mai utilizzato.

Prossimi aggiornamenti dopo i test!

Una rosa d’amore



l giorno di San Valentino ho acquistato una piantina di rose per il mio ragazzo.

Dato il mio carattere altalenante, la pianta, ad un certo punto, dette segni di cedimento.

Ma non mi sono arresa: vaso nuovo, vita nuova! Ed ora, per la festa della mamma, è sbocciata un’unica rosa, battezzata la rosa Manu, come il soprannome della mia mom.

Amore per il mio ragazzo, amore per la mia mamma…. forme diverse ma un’unica essenza.

Ho fatto anch’io il mio ropezzolone!

Stavo cercando idee qua e là per rendere la cucina più ‘less waste’ e, tra Pinterest ed Instagram, mi sono imbattuta in un rotolone come quello di carta, ma con i fogli in tessuto e spugna, legati tra loro con dei bottoncini a clip.

Ne ho realizzato uno anch’io, l’ho messo in uso e devo dire che sono molto soddisfatta del risultato, tanto che sto pensando di farne almeno altri due!

La parte di spugna è fortemente aggrippante, ed è molto meglio della microfibra per pulire a fondo un ripiano, per esempio se si è fatto un dolce o addirittura fatta la  pasta o l’impasto per la pizza.

l’unico neo è che non ho ancora imparato ad agganciare bene i bottoncini, e alcuni si sono staccati, ma ciò e chiaramente determinato dal fatto che non sono molto abile con la pinzatrice per clips.

Il rotolone di carta non potrà venire eliminato totalmente dalla mia cucina (eh, ogni tanto friggo 😦 ), ma con questo ropezzolone ho fatto un piccolo passo less waste!

I’m happy, just a little bit!

Immagine

Conoscete i Sock Monster ?

Vagando qua e là tra Pinterest ed Instagram sono venuta a conoscenza di un pupazzo tutto particolare (io adoro i pupazzi, soprattutto se sono strani), il Sock Monster.

Il Sock Monster, ovvero mostro calzino, è un pupazzo fatto con i calzini; fin qui nulla di strano: quand’ero piccola, mia nonna mi dava i calzini spaiati per farci bamboline e coniglietti.

Però, ciò che lo distingue dai classici teneri pupazzetti sono le fattezze, per l’appunto, mostruose.

Ovviamente è un mostro buono, fa tenerezza, e, inoltre, soddisfa in giusta misura i miei gusti un po’ ‘creepy’.

Per produrre questi due non ho utilizzato la macchina da cucire, ma li ho cuciti a mano, e questo mi ha dato ancor più soddisfazione, perché ci ho dovuto mettere molta pazienza, che per me è una forma d’amore. E’ stato molto rilassante.

Gli ho persino dato un nome: Pudd Lov Sock Monsters ❤ !

E voi, che ne dite?

E intanto l’orticello cresce…..

….. e io dovrò uscire di casa! 🙂

Non ho resistito alla tentazione: sono andata ad acquistare vasi, terra e concime per le mie piante e ho visto una piantina di pomodoro cuore.

Era lì, piccola e solitaria, in cerca di casa, sembrava proprio chiamasse me…

Neanche il tempo di pensarci ed era già nella mia borsa di tessuto, pronta ad essere messa accanto alle altre piantine.

Aspetterò poco poco che si abitui alla casa, poi la metterò a dimora, acquisterò delle asticelle per farla sviluppare verso l’alto, e finalmente attenderò i frutti.

Intanto me la coccolo, di giorno in giorno… non è graziosa?

Proviamo ad eliminare un po’ di pellicola per alimenti?

Sto cercando, un po’ alla volta, di imparare a non sprecare e, soprattutto, ad inquinare sempre meno. Ovviamente, la cosa è graduale, perché non sempre semplice: spesso la soluzione che serve ad una persona non vale per l’altra o alcune alternative sono troppo costose. Comunque io ci provo, non lascio nulla di intentato.

in particolare, ho trovato in internet quest’idea, e mi è subito piaciuta.

Al posto di utilizzare la pellicola per alimenti, per coprire i vari contenitori senza coperchio come le terrine o ciotole varie, si possono usare dei copriterrine in PUL, un tessuto impermeabile traspirante, che, signori e signore, è lavabile anch in lavatrice!

Io ho realizzato questi con le mie mani, e, devo dire … funzionano!

E visto che la zucca era buona …

… ho voluto fare un esperimento con i semi della zucca che ho utilizzato per farcire le mezzelune.

Si trattava di una zucca Hokkaido, era un regalo dei miei genitori; mio padre ne ha seminate in giardino con ottimi risultati, tanto che mia madre le ha utilizzate per fare del gustosissimo gelato per la gelateria artigianale del mio fratellone.

Quindi mi sono detta: perché non provare anch’io a fare qualcosa? E, oltre a dei discreti tortelli, ho pensato bene anche di seminare un unico seme solitario.

Della serie, o la và o la spacca!

Come potete vedere dalla foto, i risultati sono incoraggianti; vedremo successivamente come reagirà agli altri passaggi. Incrociamo le dita!

 

Bruttina ma … pucciosa!

Questa è la mia mini gallinella (si veda le proporzioni col dito)! Fatta senza stampi particolari, a mano, e pucciosissima!

Adoro decorare la casa per ogni stagione e per ogni festività con pupazzetti e decorazioni varie, e la Pasqua, ma anche la primavera, hanno smosso in me la voglia di creare.

In particolare, mi sto appassionando di … galline!

Ho trovato in Internet queste piccole gallinelle buffe e ho tentato, a mio modo, di riprodurle.

Beh, bruttina è, ma a me fa tanta, tanta simpatia! E voi, che dite?

ok, vado a fare le sorelline…. 😉

Sempre più difficile … pasta fresca ripiena!

La cuochina imperfetta colpisce ancora! Questa volta ho voluto misurarmi sempre con la pasta fresca, ma, addirittura, con i temuti ravioli ( vabbè, la forma esatta è mezzelune, precisini….!). La pasta ripiena presenta molte insidie, non ultimo il fatto che il contenuto potrebbe fuoriuscire in cottura. E allora, come è andata? La pasta ha presentato qualche piccolo problema mentre la stendevo, ma ho riparato aggiungendo un po’ di farina, poca poca. Il ripieno, alla zucca, speck e ricotta, non ha dato particolari fastidi, e, all’assaggio, si presentava già gustoso e compatto al punto giusto.

Come potete vedere dalla foto, esteticamente non sono bellissimi, però, essendo la prima volta, mi autoassolvo.

Si passa quindi alla cottura: hanno tenuto! Poi, per valorizzare il ripieno, mi sono limitata a spadellarli semplicemente con burro e salvia.

Voto del mio compagno (fondamentale!) : 8, ma solo perchè la chiusura di alcuni si percepiva un po’ di più (era troppo spessa). Pfiu, è andata anche questa volta!